La Redazione ha deciso di ritornare a parlare della recente rinascita della ferrovia di San Marino, un vero e proprio miracolo partito dall’opera meritoria di pochi, instancabili appassionati (alcuni di loro oggi radunatisi nell’Associazione Treno Bianco Azzurro) e dalla sensibilità dimostrata dal governo della più antica Repubblica Europea verso la sua da sempre rimpianta linea internazionale, una sensibilità concretizzatasi in azione di salvaguardia e recupero grazie al lavoro dell'ex Segretario al territorio, Gian Carlo Venturini, oggi Segretario agli Interni. Il motivo del nostro interessamento risiede nel naturale parallelo stilabile con la realtà ferroviaria di Castelvetrano: in entrambi i casi infatti si parla di ferrovie mai dimenticate, di rotabili che, incredibilmente, sono giunti fino a noi anche se in condizioni mediocri o pietose. Mezzi il cui valore storico è stato riconosciuto relativamente da poco e che sono divenuti negli ultimi tempi oggetto di interesse da parte di appassionati e istituzioni.
Un grazie di cuore va ad Elisabetta Piccioni, già fondatrice della pagina Facebook “C’era una volta la ferrovia Rimini - San Marino”, un’agorà virtuale che di fatto ha messo in moto il virtuoso meccanismo che tanti risultati ha prodotto. La sua generosa collaborazione e il suo amore verso la Ferrovia di San Marino hanno permesso la pubblicazione dei pezzi che avrete il piacere di leggere su queste pagine.
Il primo parallelo, il primo articolo "ponte" che pubblichiamo è dedicato al restauro del carro chiuso Fc22. Molti dei nostri lettori non potranno non notare le notevoli affinità con i “nostri” sicilianissimi Gv, sia per quel che riguarda la tipologia di rotabile, sia per le condizioni in cui il veicolo versava prima del suo recupero. Anche il più scettico, grazie alla galleria fotografica a corredo, potrà intuire cosa si potrebbe ancora oggi ricavare dai mezzi accantonati a Castelvetrano se solo si procedesse ad un restauro analogo. Buona lettura e buona visione!

La notizia (clicca qui) che è stato definitivamente sancito l’accordo tra l’Amministrazione Comunale di Castelvetrano e l’Arma dei Carabinieri, che prevede che il Fabbricato Viaggiatori di Selinunte ospiti una Stazione dei Carabinieri, ha suscitato unanimi reazioni positive per quanto riguarda il nuovo presidio di sicurezza nella zona turistica di Marinella. Nell’ambito degli appassionati della ferrovia abbiamo anche rilevato, in particolare dal nostro gruppo Facebook, alcune reazioni allarmate, sia per quanto riguarda la conservazione dell’edificio sia relativamente alla possibilità che tale novità possa pregiudicare la realizzazione del progetto di ripristino della ferrovia.
Come si evince dall’articolo collegato, in effetti l'accordo arriva al termine di una lunga interlocuzione, della quale siamo stati opportunamente messi a conoscenza per tempo.
Ci è sembrato quindi opportuno precisare che, sulla base delle informazioni forniteci dall’Ufficio Tecnico Comunale, per quanto riguarda il primo aspetto, sarà certamente mantenuta sia l’integrità strutturale dell’edificio sia la sua attuale configurazione estetica, che già il Comune di Castelvetrano ha sapientemente mantenuto da quando ha acquisito l’immobile. Le necessità conseguenti alla nuova destinazione dei locali comporteranno soltanto interventi di adattamento e ripristini interni.
La seconda questione, del progetto di ripristino ferroviario, potrà eventualmente risentire positivamente della presenza del presidio dei Carabinieri. In ogni caso, ci risulta che l’area ferroviaria prospiciente il fabbricato non sarà oggetto di interventi di alcun tipo legati alla nuova utilizzazione dell’edificio.
Quindi, in questo momento possiamo prendere come benaugurale la circostanza che anche questi presidi dei Carabinieri si chiamano “Stazione” …..

Riprendiamo, dopo un periodo di stasi dovuto a svariati motivi, il nostro percorso sulle Ferrovie di Selinunte ripartendo da una interessante curiosità proveniente dall'Ungheria: su una ferrovia a scartamento ridotto è attualmente in testing un nuovo veicolo (definirlo draisina sarebbe riduttivo, se non altro per forme, dimensioni e capacità di carico, sembra più ispirarsi a una sorta di schienenbus in veste ecologista!) con interessanti ed innovativi sistemi di trazione e alimentazione. Potrete trovare un servizio dedicato su Tutto Green, portale dedicato alla green economy, cliccando qui.

Riportiamo il testo dell'articolo:

Riportiamo volentieri un articolo scritto da Pietro Fattori che ci aggiorna sullo stato attuale e sulle prospettive dei resti dello scartamento ridotto siculo presso l'impianto di Porto Empedocle, stazione da tempo affidata agli amici di Ferrovie Kaos. Buona lettura!
La stazione di Porto Empedocle C.le è stata fino al dicembre del 1977 capolinea della ferrovia a scartamento ridotto proveniente da Castelvetrano. L'anno precedente, com'è noto, era stata rimossa la "terza rotaia" che assicurava la prosecuzioni dei treni a S.R. verso Agrigento, mentre proprio sul finire del '77 il capolinea venne addirittura arretrato a Realmonte, preannunciando quella che sarebbe stata la chiusura totale del tronco Ribera - Porto Empedocle avvenuta il 22 marzo del 1978.
A Porto Empedocle si tentò di smantellare quasi subito la "cintura" ferroviaria che tagliava in due la città dal porto. Nei primi anni 80 con un autentico "colpo di mano" da parte della amministrazione del tempo fu gettata una colata di asfalto sulla abbandonata sede ferroviaria che venne così cancellata definitivamente, almeno per quanto riguarda il  centro cittadino.
Restava in esercizio la sola rete a scartamento ordinario, che arrivava, e arriva ancora oggi, fino alla Stazione di Porto Empedocle Succursale (privata nel frattempo anche del raccordo con il porto). Le FS, sempre negli anni '80, asportarono l'intero fascio binari a scartamento ridotto che si estendeva dallo scambio di ingresso della sezione ridotta, fino alla rimessa locomotive, forse per guadagnare spazio da destinare all'accantonamento di materiale in disuso.

Breve aggiornamento fotografico dal cantiere per l'allargamento di via Diaz, a Castelvetrano: l'analisi visiva delle opere finora realizzate sembrerebbe, come ci aspettavamo, scongiurare la definitiva compromissione di una futura riapertura e riutilizzo a scopo turistico della linea ferroviaria a scartamento ridotto che dal capoluogo Belicino corre verso Selinunte. Dall'osservazione del cantiere sembra abbastanza chiaro infatti che il profilo altimetrico e le sezioni della livelletta ferroviara sono in linea con le elaborazioni grafiche da noi sviluppate tempo addietro (vedi articolo correlato) proprio per affrontare questa problematica, un occasione offertaci grazie ai rapporti con il Comune di Castelvetrano con il quale collaboriamo in virtù di uno specifico protocollo di intesa. Ci riteniamo quindi finora abbastanza ottimisti e continueremo a seguire lo sviluppo di questo (per noi) delicatissimo cantiere. Vi lasciamo alle immagini che meglio delle parole spiegano l'attuale stato di avanzamento di quest'importante opera per la viabilità cittadina.

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in questa categoria caricheremo a poco a poco tutte le idee e progetti per cercare di far rivivere la nostra amata ferrovia