Riportiamo integralmente una notizia apparsa il giorno 21 settembre sul sito castelvetranoselinunte.it , news che potrete trovare cliccando qui.

Ecco di seguito la notizia:

"Il Sindaco della città di Castelvetrano, Avv. Felice Errante, ha siglato a Roma un protocollo d’intesa per la riqualificazione urbana delle aree ferroviarie del Comune, con l’ing. Carlo De Vito, Direttore Compartimentale di Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. (in sigla RFI).
Le linee principali del progetto , in sintesi verteranno sulla riqualificazione dell’area con la sistemazione della rete idrica e fognaria, che oggi sono una costante fonte di disservizio per la cittadinanza in caso di avverse condizioni meteorologiche,la realizzazione di un sottopassaggio, il ripristino della tratta ferroviaria Marinella di Selinunte (Parco Archeologico) – foce del Belìce (ponte di ferro). Con il riuso della tratta ferroviaria dismessa e la creazione di alloggi per housing sociale.

Riprendiamo volentieri una delle notizie, per noi appassionati, più succose degli ultimi anni: il ritorno della elettromotrice AB03, completamente restaurata grazie al lavoro svolto dalle Officine MF Costruzioni Ferroviarie di Roma con l’indispensabile consulenza di Massimiliano Marchetti (Presidente Associazione Roma Treno Vapore Team), nella sua San Marino, proprio sui binari che appena un anno fa, dopo più di mezzo secolo trascorso chiusa dentro una galleria assieme ad altri rotabili, ora custoditi a Galavotto presso un deposito di Stato, l'hanno riconsegnata al mondo riesumandola dalla decadenza alla quale sembrava condannata.

Il 20 giugno del 1910 veniva inaugurato il primo tronco della linea a scartamento ridotto Castelvetrano – Porto Empedocle, delle Ferrovie dello Stato. Si trattava del tratto Castelvetrano – Selinunte (13,112 km). Lo stesso giorno veniva aperto al traffico anche il tronco da Castelvetrano a Partanna (10,759 km), primo tratto della linea che avrebbe raggiunto S. Carlo per collegarsi alla linea proveniente da Palermo.

L’idea della sua realizzazione e la conseguente progettazione risalgono alla fine del XIX secolo. La linea fu realizzata a scartamento ridotto “italiano” di mm. 950 per esigenze economiche, con traverse in legno e rotaie FSR 27.

Questo tronco fu il primo ad essere aperto all’esercizio e, dopo varie vicissitudini, l’ultimo ad essere ufficialmente chiuso, il 31/12/1985.

Il centenario dell’apertura del tronco Castelvetrano – Selinunte arriva in un momento davvero particolare.  Infatti, come è stato già reso noto dalle pagine di questo sito (vedi articolo), i contatti sviluppati nel corso dell’ultimo anno tra chi vi scrive e l’Amministrazione Comunale di Castelvetrano hanno portato ad un risultato davvero molto rilevante. Il 23 aprile 2010 è stato infatti sottoscritto un protocollo d’intesa con il Comune di Castelvetrano Selinunte proprio finalizzato al recupero delle ultime vestigia dello scartamento ridotto siculo. Alla luce di tale risultato, celebriamo questa importante ricorrenza offrendovi una rassegna di immagini “non storiche”, cui potete accedere continuando la lettura dell’articolo.

Si rende noto che la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Trapani ha promosso una iniziativa di grande rilevanza per quanto riguarda la salvaguardia del patrimonio dei rotabili storici italiani. Infatti, nell’ambito dei finanziamenti del P.O.R. Sicilia 2007-2013, asse III Obiettivo 3.1.1, è stata presentata la scheda per il finanziamento di un progetto che prevederà la conservazione di rotabili a scartamento ridotto che di recente la stessa Soprintendenza ha deciso di sottoporre a vincolo di tutela in quanto beni culturali facenti parte del patrimonio etno-antropologico siciliano.

In particolare, i rotabili per i quali si propone la salvaguardia sono:
n.2 carri chiusi tipo "G"
n.1 carro a sponde mobili tipo "L"
n.1 carro a sponde alte tipo "Lt"
n.1 carro a sponde mobili e tramoggia tipo "Pb"
n.2 carri a sponde basse tipo "Pf"
n.2 carri pianale tipo "Poz"
n.1 carro cisterna tipo "M"
n.1 carro per il trasporto rotabili a s.r. tipo "Prz"
n.1 carro gru tipo "GRU"

La notizia dell’incendio avvenuto al deposito di Castelvetrano venerdì pomeriggio colpisce tutti gli appassionati della storia ferroviaria, in particolare quelli siciliani che ben conoscono il valore dei rotabili superstiti accantonati a Castelvetrano e degli altri pochi esemplari sopravvissuti.

Sino ad ora l’attività e l’impegno di chi vi scrive per salvare questi rotabili non sono mai stati resi noti proprio per la consapevolezza che, in una situazione di enorme vulnerabilità creatasi con lo stato di abbandono in cui versa da più di due anni il deposito di Castelvetrano, chiunque avesse avuto un qualsiasi interesse ad intralciare le nostre iniziative avrebbe avuto davanti una via facilissima da percorrere.

Ora però, nel momento in cui l’iniziativa e l’azione intraprese hanno portato al risultato di ricevere in termini effettivamente concreti il pieno appoggio di Trenitalia s.p.a. nel progetto di recupero di questi rotabili insieme ad altri pure di interesse storico-culturale, non possiamo più consentire che l’incuria ci faccia sfuggire da sotto le dita l’oggetto del nostro impegno e della nostra passione.

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