Ferrovie di Selinunte apprende con favore la notizia della pubblicazione del decreto di vincolo della stazione ferroviaria di Sciacca e della relativa area, promosso dalla Soprintendenza ai Beni culturali di Agrigento. Il vincolo sulla stazione di Sciacca va letto e interpretato come un estremo tentativo da parte della Regione di salvaguardare un'area che custodisce la memoria storica della città, e che potenzialmente potrebbe ancora rappresentare una importante fonte di reddito per i Saccensi, qualora si procedesse ad una sua riprogettazione in chiave turistica. Analoghe esperienze, altrove, hanno originato risultati positivi.

La redazione di Ferrovie di Selinunte esprime piena solidarietà all'Ing. Giuseppe Taddeo, con il quale in questi anni chi vi scrive ha collaborato per il progetto di recupero dello scartamento ridotto siculo, progetto al quale è dedicato questo sito; abbiamo avuto modo di conoscere un professionista serio, attento e legato allo sviluppo della sua terra che certo non merita un tale vile atto di intimidazione.

Sul sito CastelvetranoSelinunte troverete il resoconto di questa penosa vicenda.

La Redazione ha deciso di ritornare a parlare della recente rinascita della ferrovia di San Marino, un vero e proprio miracolo partito dall’opera meritoria di pochi, instancabili appassionati (alcuni di loro oggi radunatisi nell’Associazione Treno Bianco Azzurro) e dalla sensibilità dimostrata dal governo della più antica Repubblica Europea verso la sua da sempre rimpianta linea internazionale, una sensibilità concretizzatasi in azione di salvaguardia e recupero grazie al lavoro dell'ex Segretario al territorio, Gian Carlo Venturini, oggi Segretario agli Interni. Il motivo del nostro interessamento risiede nel naturale parallelo stilabile con la realtà ferroviaria di Castelvetrano: in entrambi i casi infatti si parla di ferrovie mai dimenticate, di rotabili che, incredibilmente, sono giunti fino a noi anche se in condizioni mediocri o pietose. Mezzi il cui valore storico è stato riconosciuto relativamente da poco e che sono divenuti negli ultimi tempi oggetto di interesse da parte di appassionati e istituzioni.
Un grazie di cuore va ad Elisabetta Piccioni, già fondatrice della pagina Facebook “C’era una volta la ferrovia Rimini - San Marino”, un’agorà virtuale che di fatto ha messo in moto il virtuoso meccanismo che tanti risultati ha prodotto. La sua generosa collaborazione e il suo amore verso la Ferrovia di San Marino hanno permesso la pubblicazione dei pezzi che avrete il piacere di leggere su queste pagine.
Il primo parallelo, il primo articolo "ponte" che pubblichiamo è dedicato al restauro del carro chiuso Fc22. Molti dei nostri lettori non potranno non notare le notevoli affinità con i “nostri” sicilianissimi Gv, sia per quel che riguarda la tipologia di rotabile, sia per le condizioni in cui il veicolo versava prima del suo recupero. Anche il più scettico, grazie alla galleria fotografica a corredo, potrà intuire cosa si potrebbe ancora oggi ricavare dai mezzi accantonati a Castelvetrano se solo si procedesse ad un restauro analogo. Buona lettura e buona visione!

Il 23 aprile la Fondazione FS Italiane ha reso pubblica ufficialmente la propria iniziativa volta a valorizzare quelle linee ferroviarie italiane che, pur non essendo più interessate da traffico ordinario, meritano di essere preservate in quanto risultano caratterizzate da un evidente valore turistico e culturale.

 Le tratte individuate nella attuale fase (che, da appassionati, speriamo abbia in seguito successivi sviluppi) sono quattro, in varie regioni d’Italia:

  • 1.    la “Ferrovia del Lago” in Lombardia, da Palazzolo sull’Oglio a Paratico/Sarnico sulle rive del Lago d’Iseo;
  • 2.    la “Ferrovia della Val D’Orcia”, in Toscana, da Asciano a Monte Antico nell’incantevole paesaggio delle “Crete Senesi”;
  • 3.    la “Ferrovia del Parco”, in Abruzzo, la seconda linea ferroviaria più alta della rete FS dopo il Brennero che s’inerpica fino a Roccaraso e i boschi della Majella;
  • 4.    la “Ferrovia della Valle dei Templi”, in Sicilia, da Agrigento Bassa a Porto Empedocle, passando tra i Templi della Magna Grecia, Patrimonio dell’Unesco.

Tali linee saranno quindi oggetto di una particolare attenzione, volta alla loro tutela in termini infrastrutturali e con l’obiettivo di una specifica utilizzazione.

Siamo davvero lieti che già nel primo gruppo abbia ottenuto l’attenzione che certamente merita la linea su cui dal 2006 hanno viaggiato i treni storici organizzati da chi ha fondato Ferrovie di Selinunte (“Treno dei Templi” e “Treno del Mandorlo in Fiore”).

La notizia (clicca qui) che è stato definitivamente sancito l’accordo tra l’Amministrazione Comunale di Castelvetrano e l’Arma dei Carabinieri, che prevede che il Fabbricato Viaggiatori di Selinunte ospiti una Stazione dei Carabinieri, ha suscitato unanimi reazioni positive per quanto riguarda il nuovo presidio di sicurezza nella zona turistica di Marinella. Nell’ambito degli appassionati della ferrovia abbiamo anche rilevato, in particolare dal nostro gruppo Facebook, alcune reazioni allarmate, sia per quanto riguarda la conservazione dell’edificio sia relativamente alla possibilità che tale novità possa pregiudicare la realizzazione del progetto di ripristino della ferrovia.
Come si evince dall’articolo collegato, in effetti l'accordo arriva al termine di una lunga interlocuzione, della quale siamo stati opportunamente messi a conoscenza per tempo.
Ci è sembrato quindi opportuno precisare che, sulla base delle informazioni forniteci dall’Ufficio Tecnico Comunale, per quanto riguarda il primo aspetto, sarà certamente mantenuta sia l’integrità strutturale dell’edificio sia la sua attuale configurazione estetica, che già il Comune di Castelvetrano ha sapientemente mantenuto da quando ha acquisito l’immobile. Le necessità conseguenti alla nuova destinazione dei locali comporteranno soltanto interventi di adattamento e ripristini interni.
La seconda questione, del progetto di ripristino ferroviario, potrà eventualmente risentire positivamente della presenza del presidio dei Carabinieri. In ogni caso, ci risulta che l’area ferroviaria prospiciente il fabbricato non sarà oggetto di interventi di alcun tipo legati alla nuova utilizzazione dell’edificio.
Quindi, in questo momento possiamo prendere come benaugurale la circostanza che anche questi presidi dei Carabinieri si chiamano “Stazione” …..

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in questa categoria caricheremo a poco a poco tutte le idee e progetti per cercare di far rivivere la nostra amata ferrovia