EDIT: le prime foto del tronchino allestito

Riprendiamo una notizia rilanciata tempo fa anche sul nostro sito ( Carro storico verso S. Erasmo ) in quanto nei giorni scorsi è stato approntato un tronchino presso la ex struttura ferroviaria di S. Erasmo; l’armamento è pronto ad accogliere il carro storico tipo Ghms, originariamente costruito nel 1927, trasferito da Acquaviva Casteltermini a Palermo. Ricordiamo che il rotabile è stato restaurato dalla Fondazione FS, su incarico del Comune di Palermo, proprio per essere esposto negli spazi esterni dell’ex Deposito Locomotive di Palermo Sant'Erasmo, già notevole esempio di architettura industriale e oggi sede museale.

I Soci di Sicilia in Treno e la redazione di Ferrovie di Selinunte augurano a tutti i nostri lettori buone Feste.

La foto, scattata di fronte il deposito di Castelvetrano, vuole rimarcare il nostro legame con questo luogo simbolo delle ferrovie isolane. Che il 2019 porti buone nuove sul fronte scartamento ridotto siciliano!

L'Associazione Sicilia in Treno segnala la manifestazione apolitica e apartitica (per definizione degli stessi organizzatori) "Manteniamo il tram a Messina" indetta per sabato 20 ottobre 2018 a favore appunto del mantenimento del servizio tranviario.

L'evento, al quale è legata anche una petizione, nasce come protesta per la dismissione del sistema tranviario nella città dello Stretto, programmata dall'attuale Amministrazione Comunale entro giugno 2019. La manifestazione, organizzata su Facebook a fine settembre, punta ad accendere i riflettori sul tema trattato, chiedendo al tempo stesso al Comune un ripensamento sul futuro del tram e in generale sulle decisioni prese in tema di mobilità, stante anche i primi risultati, negativi, raccolti dal nuovo piano Trasporti, che vede il ritorno al solo "gommato" come unico vettore. Una decisione assolutamente in controtendenza rispetto al resto del mondo, in cui il Tram sta venendo scoperto e riscoperto in decine e decine di aree urbane (così come effettivamente era già successo quindici anni fa a Messina, in ciò vera e propria città pioniera in Italia); una scelta politica che anche SiT invita a riconsiderare dato il rischio di depauperamento infrastrutturale che Messina rischia di subire.

Un Jazz in transito sul PFP il 6 ottobre 2018, il giorno prima della riapertura ufficiale. Le riprese sono di Cesare Calcara e sono state donate a Sicilia in Treno.

La Sicilia è una regione che ha avuto negli scorsi anni un rapporto di convivenza difficile e controverso con la ferrovia, vuoi per la complessa orografia tipica dell'isola, vuoi per i numerosi investimenti spesso promessi e quasi mai realizzati, vuoi perché la classe politica regionale, storicamente (dati alla mano), non ha dimostrato di tenere nella giusta considerazione il trasporto ferroviario, specie se lo si paragona al gommato. Se a tutto ciò si aggiunge la soluzione di continuità territoriale tra Sicilia e Italia data dallo Stretto di Messina, se si vuole ragionare su quel che si può fare per migliorare, in termini pratici sul medio periodo, non rimane altro che cercare il più possibile di potenziare ciò che esiste (e che si è salvato dalle chiusure).

Eppure il trend che abbiamo sopra descritto, sembra, negli ultimi tempi, si stia lentamente invertendo: oggi infatti vogliamo raccontarvi ciò che le Ferrovie dello Stato hanno intenzione di realizzare nella nostra regione nei prossimi 2-4 anni. Non parleremo di cifre economiche e di appalti, ma solo di itinerari, risparmi in termini di percorrenza e miglioramenti della capacità della linea. Per spiegare cosa verrà realizzato ci baseremo sul piano sviluppo potenziamento pubblicato da Rete Ferroviaria Italiana.