In seguito alle allarmanti e sorprendenti notizie date dagli organi di informazione di stampa locali e diffuse anche dai molti appassionati che hanno a cuore il patrimonio ferroviario italiano, relativamente ai lavori in corso di esecuzione presso la stazione di Palau con i quali si è pesantemente intervenuti effettuando demolizioni che appaiono non autorizzate (perché non autorizzabili!), riportiamo integralmente il comunicato stampa diffuso il giorno 21 febbraio congiuntamente da AMoDo Alleanza per la Mobilità Dolce e FIFTM Federazione Italiana Ferrovie Turistiche e Museali, seguito da alcune considerazioni che Sicilia in Treno offre alla vostra attenzione relativamente al patrimonio ferroviario siciliano.

Comunicato stampa - Fermate i lavori di smantellamento della ferrovia di Palau Marina!

A nulla pare essere valso l’inserimento da parte del MiBACT della tratta ferroviaria dismessa Palau-Palau Marina, tra le 18 ferrovie turistiche dalla legge 128/2017,  segnalata per la bellezza e il valore storico. E pure inascoltata pare essere stata la richiesta da parte della Direzione Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del MiBACT alla Soprintendenza delle Province di Sassari e Nuoro di vigilare per la piena tutela del tratto di ferrovia Palau-Palau Marina. Regione Sardegna e Comune di Palau tirano dritto e mentre il MiBACT e altre Regioni italiane puntano a valorizzare le linee turistiche, a Palau non ne vogliono sapere di turismo ferroviario e sostenibile.
«Ci auguriamo che intervengano quanto prima gli organi di tutela dello Stato e i Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio – hanno dichiarato Anna Donati, portavoce AMODO e Alberto Sgarbi, presidente FIFTM - per fermare gli enti locali dal proseguire in questo intervento che contrasta con la normativa vigente (il DLGS 42/2004) e impedire lo smantellamento di un bene che potrebbe arricchirebbe le potenzialità turistiche del territorio.»
Sono anni che le nostre associazioni si battono per la conservazione il rilancio di questo tratto di linea ferroviaria, in sintonia con il MiBACT ed hanno da sempre denunciato il tentativo di smantellamento del tratto terminale a Palau da parte degli enti locali. Adesso, prima che sia troppo tardi, è necessario che gli organi di tutela intervengano per fermare questo scempio e scongiurare la perdita del patrimonio pubblico ferroviario.

Sin qui il comunicato stampa, che Sicilia in Treno, unica associazione siciliana aderente a FIFTM, sottoscrive e condivide.
Quanto sta accadendo in Sardegna, a Palau, dà evidenza della importanza della presenza territoriale delle associazioni e dell’impegno cui esse adempiono, di vigilare sul patrimonio ferroviario nazionale, la cui vulnerabilità purtroppo può manifestarsi anche in modi del tutto inaspettati, quando ad aggredirlo è un soggetto pubblico.
Giova in questa spiacevole occasione ricordare ancora una volta che in Sicilia la legge 128 del 2017, per la istituzione in Italia delle ferrovie turistiche, richiamata nel comunicato e alla quale abbiamo dedicato ampio spazio con una accurata analisi sul nostro sito (LINK), abbia individuato ben quattro linee, tra dismesse e abbandonate, meritevoli di essere inserite nell’elenco (articolo 2) delle linee classificate a destinazione turistica.
Si tratta di tre linee a scartamento ordinario, una delle quali, la Agrigento Bassa - Porto Empedocle, è già da molti anni protagonista di un intenso traffico con treni storici e turistici, negli ultimi anni gestiti da Fondazione FS Italiane, della Noto Pachino, della Alcantara Randazzo. La quarta linea è a scartamento ridotto ed è il tratto da Castelvetrano a Porto Palo di Menfi, che lambisce il Parco Archeologico di Selinunte e la Riserva Naturale Orientata della Foce del Belìce e Dune limitrofe, della linea che arrivava anche a Menfi, Ribera, Sciacca e Porto Empedocle.
Come è noto, per il recupero di questa linea i soci di Sicilia in Treno sono da tempo impegnati, anche sulla base di un protocollo d’intesa con il Comune di Castelvetrano.
La notizia proveniente dalla Sardegna, evidentemente, allarma chi segue le vicende legate ad un possibile recupero delle linee secondo quanto indicato dalla legge 128/17, dato che da questa legge scaturiscono obblighi di tutela e vigilanza, per i proprietari, che vanno al di là di quelli che comunque si è tenuti ad osservare per i motivi che la legge impone. Il riferimento, evidentemente, è al Codice dei Beni culturali (D.Lgs.vo 42/2004) che all’articolo 10 elenca cosa si deve intendere per bene culturale e all’articolo 12 indica quali siano gli obblighi di tutela vigenti su tali beni. Si tratta di obblighi ai quali nessuno soggetto, pubblico o privato, può sottrarsi senza pagarne le conseguenze.
Con la legge 128/17 si è nei fatti imposto un analogo vincolo alle linee elencate nell’articolo 2. Ciò comporta anche il mantenimento della unitarietà e continuità della sede ferroviaria e il mantenimento del decoro, oltre che strutturale, dei fabbricati e delle opere d’arte di pertinenza.
È evidente che tali obblighi, per trovare il dovuto adempimento, devono essere intesi dal proprietario in termini attivi e quindi lo stato di abbandono in cui versano tali strutture deve essere necessariamente superato. Tanto più quando l’abbandono ha lasciato spazio ad occupazioni abusive del sedime e degli edifici di pertinenza.
Si tratta di un campo di azioni (presenziamento e vigilanza, pulizia e mantenimento del decoro, ove possibile forme di riuso per attività connesse alla ferrovia e al territorio, ecc.) nel quale le associazioni di volontari sono certamente disponibili ad impegnarsi e per le quali i proprietari dei beni dovrebbero mostrare maggiore disponibilità alla condivisione con questi soggetti.
Per quanto riguarda il nostro territorio, SiT ritiene che l’impegno che tutte le associazioni siciliane dimostrano verso il patrimonio ferroviario isolano, tenendo sempre alta l’attenzione su di esso a cominciare dalla informazione via web, deve essere ulteriormente valorizzato. Molto dipende dalle stesse associazioni, che dovrebbero mostrare una maggiore maturità nella consapevolezza che l’unione fa la forza e, pur mantenendo i propri punti di vista, condividere azioni comuni in vista di obiettivi importanti ai quali, in definitiva, tutte tendono.
SiT ritiene inoltre che, in relazione alle condizioni di abbandono che, con la sola esclusione della Agrigento Bassa - Porto Empedocle, versano le altre tre linee siciliane prima indicate, condizioni che potrebbero porre seri ostacoli ad un eventuale ripristino dell’esercizio ferroviario (di qualsiasi tipo esso sia), anche in Sicilia ci si trova nella situazione di dovere temere improvvide iniziative locali che potrebbero interferire pesantemente con le previsione della L. 128/17.
Ci si riferisce, ad esempio, anche ad iniziative per trasformare in piste ciclabili o in greenways alcuni tratti di linee vincolate dalla legge. Il caso della Fano-Urbino, altra linea inserita nella L. 128/17, è emblematico in tal senso e le limitazioni recentemente disposte da RFI circa la effettiva realizzabilità di una ciclovia in coesistenza con la linea ferrata denotano la operatività del vincolo, che andrebbe considerato prima di proporre scenari non percorribili per legge.
Più rassicurante appare quanto recentemente abbiamo reso noto circa la linea Alcantara Randazzo, per la quale la Commissione VIA VAS, in sede di approvazione del progetto della nuova linea a doppio binario tra Giampilieri e Fiumefreddo, anche su sollecitazione del MiBACT, ha posto una precisa prescrizione finalizzata non solo alla salvaguardia ma anche al recupero di quella linea (LINK). Se questa prescrizione non risolve eventuali problemi dovuti a occupazioni abusive del sedime, risulta comunque testimonianza dell’attenzione che a queste linee deve essere riservata.
Per questo ci pare opportuno sin da ora valutare la possibilità di intraprendere una specifica azione volta a riaffermare, banalmente (ma a quanto pare, visto quanto accaduto a Palau, nemmeno tanto …. ), e ripristinare, se necessario, la legalità, a riaffermare quindi che la tutela delle linee ferroviarie incluse nell’articolo 2 della L. 128/17 è cogente anche per i soggetti pubblici, e che in forza di questa legge il ritorno dell’esercizio ferroviario su queste linee, a partire da quello esclusivamente turistico, è un obiettivo definitivamente fissato.
Ci rivolgiamo quindi a tutti coloro che sono interessati a condividere con SiT una azione di questo tipo affinché manifestino tale intendimento scrivendoci a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  per confermare la propria disponibilità a impegnarsi e avanzare proposte. Costituiremo una mailing list per comunicare con gli interessati e definire una azione condivisa da avviare al più presto.

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