Il tema che proponiamo relativamente alla storia ferroviaria della Città di Palermo è molto impegnativo, avendo per oggetto la Stazione di Palermo Centrale.
È noto che l’attuale Stazione Centrale non fu la prima stazione di Palermo. Infatti, al momento della inaugurazione del primo tratto di linea ferrata in Sicilia, da Palermo a Bagheria, avvenuta il 28 aprile 1863, l’impianto della stazione di testa di Palermo si sviluppava in un’area prossima a quella attuale ma più vicina al fiume Oreto e la linea in arrivo all’impianto, dopo avere superato il fiume, proseguiva senza variare direzione sino a raggiungere il fabbricato originario della stazione, detta “del Secco” (Figura 1). Il nome traeva origine dalla vicina chiesa di S. Antoninello Lo Sicco nella attuale via Silvio Boccone. Questa stazione ebbe breve vita.

Il tema di SiT dedicato alla Stazione Centrale di Palermo è in preparazione. Gli iscritti al sito saranno avvisati non appena sarà aperto.

La linea partiva dalla stazione di S.Erasmo e subito superava il fiume Oreto su un ponte in ferro (Figura 1) e, seguendo la costa a ridosso del mare, arrivava al km 3+670 alla fermata Bandita.
Al km 4+800 la linea attraversava con un P.L. la SS.113 e al km 4+933 raggiungeva Acqua dei Corsari, originariamente fermata e dal 1954, a seguito della chiusura del tronco precedente, stazione terminale.
Dopo avere superato con un cavalcavia la ferrovia Palermo-Messina si arrivava alla stazione di Villabate (km 7+670) e da lì, con un tracciato che seguiva la SS.121, e qualche volta la incrociava con P.L., si raggiungeva la fermata di Portella di Mare (km 8+924). In Figura 2 la linea in prossimità di Villabate.

Nella prima metà dell’800 in Sicilia, principalmente nella parte orientale, e più in particolare nella piana di Catania, si assiste alla nascita e allo sviluppo di una fiorente attività commerciale, artigianale ma soprattutto industriale. Tra i vari rami produttivi fu notevole l’impulso dato all’attività mineraria, ma l’imprenditoria isolana non riuscì ad uniformarsi ai livelli produttivi nazionali e negli anni ’60 quando l’Unità d’Italia stava per compiersi, la Sicilia rimaneva arretrata rispetto al resto del Paese per la mancanza di infrastrutture.
Si ricordi in proposito che nel 1859, un anno prima dell’unificazione nazionale, il Regno Sabaudo era dotato di 850 km di ferrovie, concentrate in Piemonte, ed esse costituivano il 47% delle linee in esercizio in Italia. Contemporaneamente, in Sicilia erano appena all’inizio gli studi per la realizzazione delle prime linee. Dopo il crollo del Regno delle Due Sicilie, fu compito del Governo provvisorio di Garibaldi nel 1860 porre le premesse per dotare la Sicilia delle infrastrutture ferroviarie e stradali necessarie per il suo sviluppo e nel settembre di quell’anno fu accordato alla società Antonio Gabrielli e C.i di Londra la concessione per gli studi di una ferrovia da Palermo a Termini Imerese. Concessione però revocata quasi subito per alcune pretese della stessa Società per un maggiore sviluppo di linee in prosecuzione ed aggiunta.

Quando il 20 dicembre 1886 venne inaugurata, nessuno poteva prevedere che la stazione di S.Erasmo, definita “provvisoria”, rimanesse invece in uso fino alla cessazione del servizio sulla tratta Palermo - Acqua dei Corsari, avvenuta nel 1954.
Questa “provvisorietà definitiva” è il motivo principale per cui di questa struttura, a differenza del documentato, e tuttora esistente, adiacente deposito locomotive, rimangono ben poche testimonianze: basti sottolineare il fatto che a tutt’oggi non sono conosciute immagini fotografiche del fabbricato viaggiatori.