Stampa
Categoria: News
Visite: 2152

È stata recentemente diffusa da Meridionews.it la notizia che il ritardo dell’iter approvativo del progetto della nuova linea a doppio binario da Giampilieri a Fiumefreddo sarebbe conseguenza della presa di posizione della Commissione VIA-VAS del Ministero. Il condizionale che leggete è ripreso dall’articolo che abbiamo citato, nel quale notiamo come tutte le informazioni siano riferite, appunto, al condizionale. Al condizionale è anche il riferimento alla possibile e auspicabile riattivazione della linea che diramandosi dalla stazione di Alcantara raggiungeva Randazzo risalendo la splendida valle del fiume Alcantara.
Riportiamo testualmente dall’articolo: “… ci sarebbe pure l'indicazione di riattivare la vecchia linea Alcantara-Randazzo. Non sono ancora chiare però le ragioni, anche se si verrebbe incontro a una richiesta del territorio e alle direttive nazionali sul recupero delle ferrovie dismesse.
Le ragioni che non sono ancora chiare, secondo l’autore dell’articolo pubblicato su Meridionews, sono quelle per le quali l’iter approvativo del progetto è in forte ritardo rispetto ai tempi che erano stati prospettati nel 2018. Secondo il cronoprogramma reso noto in quel periodo, la gara per l’appalto dei lavori avrebbe dovuto già essere stata effettuata (previsione: estate 2019) e i lavori sarebbero dovuti iniziare nel 2020. Tali previsioni, evidentemente, sono già superate.
L’articolo pubblicato da Meridionews espone, correttamente in forma dubitativa, le ragioni del ritardo indicando due possibili motivi: una richiesta del territorio e il recupero delle ferrovie dismesse. In effetti, possiamo dire che i due motivi indicati sono sovrapponibili e entrambi validi.
Il tema del destino della linea storica a binario singolo, che sarà sostituita dalla nuova linea a doppio binario, e del possibile ripristino della linea Alcantara Randazzo appassiona coloro i quali, come noi di SiT, seguono con particolare attenzione le vicende ferroviarie siciliane.  Molti sono gli atti pubblici dell’iter approvativo del progetto che forniscono informazioni a riguardo.

Al di là del vivace dibattito, tuttora in corso, tra chi sostiene la opportunità del recupero di questa bellissima linea a solo scopo turistico e di chi afferma la necessità di una riapertura al traffico commerciale, il dato di fatto attuale è che esiste una legge che vincola il proprietario alla preservazione del sedime per un futuro riuso a scopo turistico.
Per essere più espliciti, se nel novembre 2019 la Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale – VIA e VAS, nell’esprimere parere favorevole riguardo alla compatibilità ambientale del progetto, ha formulato una specifica prescrizione riferita alla linea Alcantara Randazzo con cui si impone la redazione del progetto di recupero, è evidente che ciò è merito esclusivamente della Legge 128/17 per la istituzione in Italia delle ferrovie turistiche, con la quale si pone l'unico vero vincolo in atto vigente. Ricordiamo infatti che la linea Alcantara Randazzo è tra le linee dismesse elencate all’articolo 2 della Legge 128/17, suscettibili di ripristino, appunto, per uso turistico.
Ricordiamo anche che il ripristino della linea Alcantara Randazzo è stato più volte esposto in manifestazioni pubbliche da parte di RFI, essendo inserito in una pianificazione che riguarda proprio le linee di proprietà del Gruppo FS presenti nell'elenco della legge 128/17.
La occasione per redigere il progetto di tale recupero sembrerebbe quindi scaturire proprio dalla prescrizione che abbiamo citato. É auspicabile che anche i lavori di recupero della linea Alcantara Randazzo siano inseriti in un appalto di lavori che ammonta a 2,3 miliardi di euro (secondo le stime rese note), divenendo così un intervento accessorio, dal punto di vista degli importi, ma di grande valore dal punto di vista dell’immagine, consentendo al territorio di disporre di una infrastruttura potenzialmente di grande valore.
Ulteriore riscontro di quanto sopra, cioè della efficacia del vincolo di tutela della L. 128/17, si rinviene in una risposta di Italferr s.p.a., resa già a inizio 2019, alla Soprintendenza BB.CC.AA. di Messina, nella quale si legge testualmente:
“Con riferimento all’attuale linea ferroviaria ricadente nel territorio della Provincia di Messina, il progetto  sottoposto  a  procedura  di  V.I.A.  prevede  diverse  ipotesi  di  riutilizzo,  funzionali alla localizzazione territoriale della linea stessa:
 - nel primo tratto, tra Alcantara e Letojanni, non sono previsti interventi di dismissione in quanto l’attuale linea potrebbe essere collegata alla ferrovia storica Alcantara - Randazzo, inserita tra le linee turistiche di cui alla legge 128/2017.”
Anche in questo caso troviamo il condizionale, ma comunque rileviamo ancora una volta con soddisfazione l’efficacia della salvaguardia imposta dalla Legge 128/17.  Ciò consente di proseguire il dibattito sulla possibilità del ripristino anche dell’esercizio commerciale.
Ci sembra infine opportuno chiarire, anche a chi non ha approfondito sino ad ora questo argomento, quali siano concretamente i problemi al momento attuale.
Il progetto della nuova linea a doppio binario tra Giampilieri e Fiumefreddo prevede l’abbandono definitivo della vecchia linea storica costiera a binario unico. Soltanto in una fase intermedia sarà realizzata una bretella provvisoria di collegamento, lato Catania, tra nuova e vecchia sede ferroviaria, a Letojanni. È evidente quindi che la linea Alcantara Randazzo, se non si modificano queste previsioni, è destinata a restare isolata dalla infrastruttura nazionale. Da cui il condizionale nella risposta di Italferr che abbiamo riportato sopra.
Inoltre, il progetto prevede la realizzazione della nuova “Fermata Alcantara” (rappresentata nella immagine a corredo dell'articolo) in prossimità del nuovo attraversamento della valle del fiume Alcantara, con un viadotto lungo complessivamente poco meno di un chilometro. Da quanto ci risulta, pile del viadotto sono state previste in posizioni che interferiscono pesantemente con il sedime della linea storica che risale la valle, rendendone impossibile il ripristino se non con una variante di tracciato.
Attendiamo ulteriori precisazioni e favorevoli sviluppi su questa importante vicenda, dalla quale dipende la possibilità di recupero di una infrastruttura ferroviaria dalle grandi potenzialità turistiche e commerciali per il territorio in cui ricade.

Facebook