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Categoria: La ferrovia
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Riceviamo dal Signor Giovanni Morici una interessante documentazione fotografica che testimonia la notevole attività del deposito locomotive di Castelvetrano nel 1980. Dopo 34 anni queste immagini sono diventate un bel documento storico di un epoca che non esiste più ma che Ferrovie di Selinunte ritiene possibile fare tornare a nuova vita per una originale offerta turistica.
Il Sig. Morici ha gentilmente accolto, e per questo lo ringraziamo, il nostro invito a pubblicare su questo sito le sue belle immagini e a corredo ha scritto il testo che segue.

Il Circolo Fermodellistico Palermitano, di cui alla fine degli anni ’70 facevo parte decise nel 1980 di organizzare una visita al deposito locomotive di Castelvetrano. Lì c’era l’ultimo vapore realmente funzionante, sia sullo scartamento ordinario della linea per Trapani, che sullo scartamento ridotto della linea per Ribera. In quegli anni le notizie che circolavano sul futuro delle ferrovie non erano buone: si parlava già di tagli ai rami secchi e chissà cos’altro. Sembrava quindi opportuno andare a vedere di persona quale fosse la situazione.
Una splendida domenica di giugno, liberi da impegni scolastici e lavorativi e desiderosi soltanto di vedere dal vivo le nostre 740 e 625 che accarezzavamo in scala 1:87, ci riunimmo davanti al Motel Agip e ci avviammo in auto in direzione Castelvetrano. La spedizione era composta dal signor Iannucci, Presidente e animatore del Circolo, dal giovane (ma già appassionato fermodellista) Antonio Fiandaca,  da Paolo Cortese, dall’architetto Pippo Tomaselli, e da altri di cui non ricordo il nome, con mogli e figli per condividere la grande passione (foto 1).
La foto 2 mostra lo spettacolo che si presentò ai nostri occhi: con le spalle agli alloggi ed all’ufficio del Capo Deposito potevamo vedere due rimesse: a sinistra quella per lo scartamento normale, che ospita due locomotive Gr. 625 e una Gr. 740 ferme per lavori di manutenzione; a destra la rimessa dello scartamento ridotto che ricovera due R.302 anch’esse in manutenzione. Tra i due fabbricati i binari che portavano al fascio di ricovero di vari rotabili, con la maestosa Gr. 740 054 con il focolare acceso, pronta per un servizio con alcuni carri merci.
La foto 3 mostra la RALn60.03, la Gr. 625 177 e la sogliola FS 207 042.
La foto 4 è un montaggio delle due foto precedenti: anche se nel 1980 era impossibile comporre due diapositive per formare un’unica immagine panoramica, spesso scattavo in sequenza ruotando la macchina fotografica. Qualche decennio dopo questa tecnica mi avrebbe fornito il materiale adatto per il montaggio delle mie immagini panoramiche.
La foto 4 rende una bella panoramica del piazzale: riepilogando, si possono vedere la RALn60.03, la Gr. 625 177, la sogliola FS 207 042, la Gr. 625 169, una Gr. 740 parzialmente ricoverata, e la Gr. 740 054 in attesa del servizio.
Nella foto 5 risalta la linea aggraziata della Gr. 625 177, proprio la locomotiva che adesso ha una seconda vita trainando treni storici nel nord Italia.
Nella foto 6 il piazzale occupato da un bel numero di RALn. Tra queste a sinistra si vede bene un rimorchio RLDn 32.
Nella foto 7 una Gr. 740 non più in funzione viene approfonditamente ispezionata.
Nella foto 8 si vede la colonna d’acqua vicina alle officine.
Un breve fischio ci avvisa dell’arrivo della R302 033 che si prepara per la corsa giornaliera (foto 9, 10, 11).
Nelle foto 12, 13, 14 e 15: la R302 033 sulla piattaforma girevole a scartamento ridotto deve essere girata a mano e, ovviamente, gli appassionati non si fanno scappare l’occasione di aiutare. Poi la locomotiva deve essere rifornita di acqua: occorrono circa 4.000 litri e un’altra colonna idrica provvede (foto 16 e 17). Nella foto 18 uno scorcio della cabina.
Nella foto 19 si vede il carico del carbone, che serviva solo per l’accensione ed il mantenimento in stazionamento. Infatti, durante l’esercizio l’alimentazione era a nafta, prelevata dal caratteristico serbatoio rettangolare sopra la caldaia.
Nella foto 20 si vede l’interno della rimessa a S.R. con due R302 in manutenzione.
L’attività del deposito era davvero completa. Lo testimoniano la foto 21, in cui si vece una caldaia di R 302 appena verificata pronta per essere montata sul telaio, e la foto 22, in cui si vedono gli assi di locomotive a vapore.
Era presente, al momento della visita, anche la R370 023 a cremagliera, proveniente da Piazza Armerina, purtroppo ormai in attesa del suo destino finale (foto 23). Fortunatamente, il destino di questa locomotiva è stato in effetti molto felice: ora è esposta al Museo di Pietrarsa. Nella immagine si vedono bene in alto i cilindri che muovevano il meccanismo della cremagliera.
Come d’obbligo, ecco per finire la foto 24 del gruppo fermodellistico sulla Gr. 740 054 e la foto 25 dell’autore di queste note.