Pubblichiamo tre immagini storiche della ferrovia Castelvetrano – Porto Empedocle che abbiamo ricevuto dall’amico Franco Fauci, noto volto televisivo che opera a Sciacca, ed una quarta immagine d'epoca già pubblicata sul web. Alla nota cittadina termale ed alla sua ferrovia sono dedicate queste immagini.

Corrediamo la galleria fotografica con i commenti del socio Giuseppe Santangelo che, essendo di Sciacca, ha potuto commentare in maniera davvero interessante le immagini.

Nella piccola galleria fotografica la immagine più antica (foto n° 1) è stata presa da una finestra di un palazzo che si affaccia sulla piazza A. Scandaliato, sul finire degli anni ’30, In questa foto si può notare il Mulino Pastificio Saccense, edificio tutt'ora esistente ma in stato di abbandono, e sulla spiaggia delle Gaie di Garaffe lo stabilimento "Il Tritone". Entrambe queste strutture furono costruite sul finire dell’800. Oltre si vede il mulino Cuore, che fu distrutto da un incendio verso la metà degli anni ’60.  In questa foto si vede bene il piccolo (ma grande rispetto ad altri) scalo ferroviario. In particolare, davanti al FV si vede un piccolo convoglio formato da una locomotiva a vapore (R301 o R302) e da due carrozze.
La seconda immagine (foto n° 2) è quella scattata dalla Perriera ed è stata ripresa intorno agli anni ’50. Si vede in primo piano lo stabilimento della S.P.E.R.O. (Società per l'Estrazione dei Residui Oleosi), demolito negli anni ’80. Si nota in stazione un gran numero di carri merci mentre una RALn è in attesa della partenza sotto la tettoia in muratura, costruita agli inizi degli anni ’50.
La terza immagine (foto n° 3) è stata scattata dopo la nevicata dell’8 febbraio 1956. Tra i rarissimi eventi di questo tipo, la nevicata del 1956 fu certamente una delle più intense che si ricordino cadute sulla cittadina di Sciacca. Si vede ancora il mulino Cuore. Il piazzale della stazione è pieno di carri, ma anche di carrozze: si vede sul 3° binario un lungo merci mentre sui due binari morti vicini al magazzino merci si vedono alcuni carri in attesa del loro carico. Si nota come ancora manchi il “triangolo” costruito nel 1960 per lo scarico dei carri a scartamento ordinario dai pianali PRNz (vedi la foto pubblicata nel gruppo Facebook dedicato alle ferrovie di Selinunte cliccando qui). Vicino la rimessa locomotive si possono notare ben tre carrozze passeggeri, a quel tempo ancora utilizzate per effettuare alcuni treni.

La quarta immagine (foto n° 4), segnalataci ancora da Franco Fauci, è presa dal sito web siciliadurantelaguerra.blogspot.com ed è stata scattata nel luglio del 1943 dall’esercito statunitense da poco sbarcato in Sicilia durante il secondo conflitto mondiale.  In questa foto si può notare che il centro abitato era ancora prevalentemente contenuto dentro le mura medievali, con la sola eccezione del quartiere della marina sviluppatosi attorno al porto. Fuori le mura si vede qualche casa contadina e qualche magazzino, sparsi nella campagna. Si vedono in primo piano la linea ferroviaria per Castelvetrano, alcuni magazzini per il confezionamento del pesce (sopratutto sarde) posti lungo la vecchia carrabile litoranea, ed il mulino Cuore, che fu totalmente demolito negli anni ’80 e del quale ora rimane solo un pilastro della recinzione. Proprio al centro della foto si può notare il palo indicatore, che alcuni anni dopo venne spostato 100 metri più avanti, mentre nello scalo merci è in sosta una lunga serie di carri merci.
Allora Sciacca era davvero bella, con tante chiese e palazzi storici, come il teatro Rossi. Con il passare del tempo la città è andata incontro al declino e si può affermare che il colpo di grazia fu proprio la chiusura della linea ferroviaria, che faceva di Sciacca un nodo nella rete del trasporto delle merci e delle persone a servizio di un comprensorio molto vasto nell’entroterra.  Ancora oggi quella linea costiera sarebbe davvero utile, sia perché toglierebbe dalle strade molti mezzi pesanti, rendendole certamente più sicure, sia per l’evidente valore turistico di questa ferrovia in una zona che di questa industria dovrebbe fare la bandiera.
Resta grande il rammarico che le varie amministrazioni che si sono avvicendate alla guida dell’amministrazione comunale di Sciacca e dei comuni toccati dalla linea Castelvetrano – Porto Empedocle non sono state sufficientemente sensibili da promuovere un progetto di recupero. Ma non è detta l’ultima parola …
Ringraziamo l’amico Franco per questo bel regalo … che potrebbe avere un seguito.
Invitiamo tutti gli appassionati delle ferrovie a scartamento ridotto siciliane e gli amici di Sciacca a commentare queste immagini storiche intervenendo nel gruppo Facebook dedicato alle Ferrovie di Selinunte.